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Controcorrente

February 6, 2018

 

Nel sedicesimo secolo una flotta di centottantamila migranti fu fermata a Lepanto. A scuola fino a poco tempo fa si insegnava che fu salvata l’Europa ed il Cristianesimo. Ora il papa, a differenza del predecessore dell’epoca, affermerebbe che ci fu un attentato all’accoglienza. Ci fu qualche morto. Qualche PM affermerà che ci fu un eccesso di difesa. E’ cambiato il “sentiment”. Si legge sui giornali che un esponente politico teme per l’identità; si dovrebbe preservare la razza italiana “Horribile dictu”. Le proteste si sono sprecate. Ci si può domandare se la razza italiana possa essere preservata. Se si, non si vede il motivo di tanta rivolta. Forse è la parola razza che non è esponibile, è una parolaccia che offende. La Presidente della Camera auspica un’accoglienza indiscriminata; forse si dovrebbe dare un’occhiata alla carta geografica, se l’Africa e l’Asia possano essere contenute dall’Italia. La Presidente plaude inoltre per l’esodo della gioventù italiana che lascia il Paese. Bene, perché l’identità pare essere una iattura. La Presidente è per lo “Ius Soli” anche perché i migranti potrebbero arrabbiarsi (sic). La rabbia degli italiani non fa testo, né timore. I disoccupati sono al record, la mafia imperante in più regioni, periferie sotto pressione, carceri ed ospedali al collasso. Inezie, perché i migranti ci pagano le pensioni. Un già Presidente del Consiglio PD ritiene che lo “Ius Soli” sia un atto di civiltà. Lui ha “l’orgoglio dell’accoglienza” per cui l’atto di civiltà è il moltiplicatore dell’accoglienza. Altri del suo partito sono in disaccordo, eppure accettano di raccogliere disperati anche di commercio estero. Anche l’Europa plaude all’accoglienza dei migranti, purché sul nostro territorio. Ci dice bravi e noi gongoliamo. Ci considerano, addirittura ci riservano il comando delle operazioni di coordinamento ONG con la marina. Naturalmente le ONG scaricano e scaricheranno le loro navi nei porti italiani. Quanta stupidità, manipolazione del buonsenso e quanti pelosi interessi. Quanto disinteresse per valori universali, identità dei popoli, ordine pubblico e giuridico, volontà reale di aiutare il prossimo nel rispetto della realtà senza false illusioni. Quanto interesse di accaparrarsi appalti e prebende a spese della collettività e del futuro. Quanta indifferenza per il degrado di un Paese una volta il bel Paese. Quanta malafede nell’evocazione di un razzismo alimentato dal disordine e pur sempre trascurabile, quasi il rigetto della popolazione fosse causato dall’odio per l’uomo nero anziché dell’insostenibilità della situazione. E se il razzismo fosse buonista? Non si pretendono dai rifugiati comportamenti integranti, condizioni di accettazione; non si richiede reciprocità ai governi islamici che collaborino ed accolgano a loro volta almeno i disperati della loro religione. I buonisti sono superiori, hanno una missione da compiere, accogliere ed educare i barbari, beninteso senza rinunciare agli utili.

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