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Economia ed Europa

February 3, 2018

 

Economia ed Europa

 

II debito pubblico italiano pari a circa 2.300 miliardi di Euro  corrisponde  a circa una volta e mezzo il PIL; solo un terzo del debito  é  detenuto  daII‘estero.  II debito pubblico statunitense é pari a circa il PIL, ma é detenuto in gran parte da investitori esteri. II debito giapponese supera il doppio del PIL ma é detenuto in gran parte da investitori interni. Pare che solo il debito italiano sia a rischio, quando dovrebbe essere il piu’ sostenibile. Se il rischio é l’esposizione debitoria alI’estero, gli USA dovrebbero essere il paese messo peggio  ,tenendo  anche conto  del  notevole   debito  privato.  Se  il  rischio   dovesse   essere  correlato al

debito pubblico assoluto, il Giappone non avrebbe una valuta forte e di riserva. Quali considerazioni possono  essere dedotte da quanto  detto  sopra: un paese é a rischio se é fortemente indebitato e non dispone della sovranita’ monetaria. Negli USA il forte debito crea svalutazione ed inflazione; in ltalia  stabilita monetaria e deflazione. II nostro debito pubblico  é anaelastico  e contenuto  in  una gabbia burocratica  europea,  deflazionistica,  artificialmente  insopportabile. La quota estera del nostro debito pubblico ammonta a circa un terzo del tutto, pari a circa settecento miliardi azzerabile, non difficilmente. Conclusione, l’ltalia é a rischio perché é nelI’euro; se uscisse dall’euro certamente ci sarebbero difficolta’, ma non tante quanto acriticamente paventato. All‘uscita seguirebbero turbolenze, probabilmente  una svalutazione della nuova moneta italiana, qualche grana di carattere giuridico; per contro una maggiore competitivita’ delle nostre merci, una frustata per il nostro commercio estero. Si obietta che  la  Germania  si  arrabbierebbe;  certo  occorrrerebbe trattare con i nostri partner come per la Brexit, ma credo che questi sarebbero meno arroganti di quanto Io siano ora. I veri pericoli sono  altri e finora poco  citati. Gli attuali nostri politici, ora tanto intimiditi, non credo avrebbero la credibilita’ e la necessaria determinazione di condurre trattative complesse sicuramente superiori alle loro capacita’.  Soprattutto  il  pericolo  maggiore sarebbe il ritorno ad una finanza allegra alia mercé  di  inetti  in  cerca  di consenso.

Serve poco evocare acriticamente disastri, demonizzare chi non é d’accordo; molto meglio sarebbe studiare preventivamente il problema facendo simulazioni. L’uscita dalI’Euro potrebbe essere vantaggiosa teoricamente, in verita’ pericolosa per i motivi citati. Un’ottima alternativa sarebbe promuovere una rivisitazione delle regole europee; probabilmente i nostri partner europei se ne rendono conto ed una trattativa sarebbe ben accolta, anche perché I’uscita dalI‘euro della seconda potenza manifatturiera d’Europa creerebbe grossi problemi anche  alle potenze del nord. Certo occorre una maggiore solidarieta’; senza solidarieta’  non  si  fara’ mai I’Europa. Occorre un rinnovato spirito liberale senza il quale non si compete con le altre aree economiche  continentali.

 

                                                                        Matteo Gazzini

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